Sant’Antonio di Ranverso

Fotografia di un edificio storico con accesso ad arco inserito in un contesto di corte pavimentata, caratterizzato da architettura tradizionale in muratura intonacata e copertura a falde con manto in coppi. Il prospetto principale è semplice e simmetrico, con un grande portale centrale ad arco ribassato che costituisce il passaggio verso uno spazio interno, probabilmente un cortile o un secondo recinto. La facciata presenta tracce di stratificazioni e interventi nel tempo, visibili nelle differenze di intonaco, nelle aperture tamponate e nelle cornici decorative parzialmente conservate. Ai lati del portale si riconoscono elementi architettonici dipinti o modellati nell’intonaco, come finte cornici e archi decorativi, che suggeriscono una configurazione originaria più articolata. Le piccole finestre con contorno sagomato e la presenza di camini sul tetto indicano un edificio di impianto antico, probabilmente legato a funzioni rurali, militari o di servizio. In primo piano è visibile una pavimentazione in ciottoli con percorso centrale in lastre di pietra, che conduce direttamente all’arco di ingresso e rafforza l’asse di simmetria della composizione. Ai lati sono presenti muri in pietra e mattoni, elementi metallici e corpi illuminanti, che testimoniano adattamenti contemporanei all’uso attuale dell’area. L’immagine documenta lo stato di conservazione dell’edificio e il rapporto tra architettura storica e spazio aperto, evidenziando la permanenza dei caratteri originari nonostante le trasformazioni e gli interventi successivi.

Sant’Antonio di Ranverso

L’intervento progettuale riguarda il restauro e la rifunzionalizzazione dell’“Ospedaletto” e della “Cascina Bassa” della Precettoria di Sant’Antonio di Ranverso, con l’obiettivo di conservarne i caratteri storici e adeguarne le prestazioni funzionali. Sono previsti il consolidamento delle strutture, il risanamento delle murature e delle superfici decorate, il rifacimento controllato di solai e coperture lignee con manto in coppi, il recupero delle pavimentazioni in cotto e dei serramenti storici, l’inserimento di nuovi impianti a basso impatto e il miglioramento dell’accessibilità. Parallelamente si ridisegnano le sistemazioni esterne, con la razionalizzazione dei percorsi, il contenimento delle superfici pavimentate e il potenziamento delle aree verdi, così da restituire al complesso un ruolo di polo di accoglienza, ristorazione e attività culturali coerente con il paesaggio agricolo storico circostante.

Torino, 2025 – In corso
Committente: Fondazione Ordine Mauriziano
Importo delle opere: 4.000.000 €
Progetto architettonico esecutivo: Giovanni Durbiano
Progetto aree esterne: Marco Ferrari
Progetto strutturale e impianti: MCM Ingegnaria Srl
Edificio vincolato ai sensi del Dlgs 42/2004

Fotografia di un muro perimetrale storico realizzato in muratura mista di mattoni e pietrame, caratterizzato da intonaco degradato e lacune che lasciano intravedere la tessitura originaria. La sommità del muro è protetta da una copertina in coppi di laterizio, sopra la quale si sviluppa vegetazione spontanea e rami secchi, segno di una manutenzione limitata e di un progressivo degrado superficiale. In primo piano è visibile una pavimentazione esterna in ciottoli con presenza di foglie secche, elemento che suggerisce un contesto di corte o di percorso storico pavimentato con materiali tradizionali. Sul lato destro del muro è fissata una cassetta postale metallica di colore rosso, con segni di usura e scolorimento, che testimonia l’adattamento contemporaneo di uno spazio antico a funzioni ancora in uso. Oltre il muro si intravedono coperture in coppi e alcune torrette in laterizio con forma conica e banderuola metallica, elementi architettonici che rimandano a un complesso storico di carattere religioso, rurale o fortificato. La presenza delle guglie e delle coperture tradizionali suggerisce un impianto edilizio di origine antica, probabilmente oggetto di trasformazioni nel tempo. L’immagine documenta lo stato materico e conservativo delle strutture murarie, mettendo in evidenza la stratificazione dei materiali, i segni del tempo e il rapporto tra elementi storici e inserimenti più recenti, utile per la lettura dello stato di fatto e per eventuali interventi di restauro o riqualificazione.

Fotografia di un edificio storico in laterizio con caratteristiche decorative di gusto gotico, inserito all’interno di un contesto rurale o di borgo antico e affacciato su una pavimentazione in ciottoli. Il prospetto è definito da una facciata in mattoni a vista con portale centrale ad arco acuto, incorniciato da una ricca strombatura decorativa realizzata con elementi sagomati in cotto, che evidenziano la matrice neogotica dell’architettura. La composizione è accentuata dalla presenza di sottili pinnacoli verticali in laterizio, posti in corrispondenza degli spigoli e delle partizioni della facciata, terminanti con elementi metallici segnavento. Questi elementi slanciati conferiscono all’edificio un forte sviluppo verticale e un carattere ornamentale tipico delle architetture eclettiche di fine Ottocento. Ai lati del portale principale sono presenti aperture secondarie anch’esse ad arco acuto, oggi chiuse da porte lignee, che suggeriscono una configurazione originaria con più accessi o cappelle laterali. La muratura laterizia mostra segni di invecchiamento e interventi nel tempo, con lacune, stuccature e porzioni di intonaco degradato sugli edifici adiacenti, che risultano accostati al corpo principale senza soluzione di continuità. La copertura è realizzata con tetto a falde in coppi, mentre la presenza di vegetazione spontanea lungo le murature indica uno stato di conservazione non completamente controllato. Il contesto circostante, caratterizzato da muri intonacati, pavimentazione tradizionale e edifici di impianto antico, contribuisce a definire un ambiente storico stratificato. L’immagine documenta i caratteri architettonici e materici del manufatto, evidenziando l’apparato decorativo in cotto, la qualità artigianale delle finiture e lo stato di conservazione attuale, elementi utili per la lettura storico-costruttiva e per eventuali interventi di restauro.

ettaglio ravvicinato di una muratura storica che evidenzia la stratificazione costruttiva e lo stato materico di una facciata in laterizio e intonaco. L’immagine mostra l’incontro tra due corpi edilizi differenti: sulla sinistra una parete intonacata fortemente degradata, con ampie porzioni di rivestimento cadute che lasciano scoperta la tessitura in mattoni, e sulla destra un elemento architettonico in laterizio faccia a vista con decorazioni di gusto gotico. La parte in mattoni presenta una piccola apertura ad arco acuto incorniciata da elementi sagomati in cotto, con motivo ornamentale nella ghiera e cornice superiore decorata con fasce dentellate e modanature. Questo apparato decorativo, realizzato con grande cura artigianale, contrasta con la superficie intonacata adiacente, più povera e segnata da interventi successivi, tamponamenti e riparazioni che testimoniano modifiche nel tempo. Nella porzione sinistra si osserva chiaramente una tamponatura in laterizio di una precedente apertura, riconoscibile dalla differenza di tessitura e dalla forma rettangolare inserita nella muratura. La presenza di crepe, distacchi di intonaco, efflorescenze e discontinuità cromatiche indica un avanzato stato di degrado superficiale, utile per la lettura delle fasi costruttive e degli interventi successivi. Alla base della parete è visibile il contatto con il terreno e con una pavimentazione esterna in ciottoli, mentre piccoli elementi lapidei e accumuli di foglie segnalano uno spazio esterno poco manutenuto. L’immagine ha valore documentario per l’analisi dello stato di fatto, mettendo in evidenza materiali, tecniche costruttive, stratificazioni e condizioni conservative utili in vista di un eventuale intervento di restauro.

Dettaglio di muratura storica che evidenzia chiaramente la compresenza di tecniche costruttive differenti e successive fasi di intervento. La parete è realizzata prevalentemente in muratura mista di ciottoli, pietrame irregolare e laterizi, legati con malta a base di calce, tipica delle costruzioni rurali e di servizio. Nella parte superiore si riconosce una tessitura eterogenea composta da frammenti lapidei e ciottoli fluviali disposti senza regolarità, mentre nella fascia centrale emerge una tamponatura verticale in laterizio, riconducibile alla chiusura di una precedente apertura, probabilmente una porta o una finestra di dimensioni maggiori. La tamponatura è riconoscibile per la diversa tessitura e per la disposizione più regolare dei mattoni, che si distinguono nettamente dal paramento circostante. La presenza di malte differenti, distacchi di intonaco e discontinuità cromatiche consente di leggere le diverse fasi costruttive e gli interventi di adattamento funzionale dell’edificio nel tempo. Sul lato sinistro è visibile una piccola apertura ad arco ribassato in laterizio con inferriata metallica, probabilmente utilizzata come finestra di aerazione o luce per un ambiente di servizio. A destra compare invece una porta metallica verniciata di verde, inserita in un vano con contorno in muratura intonacata, segnata da fenomeni di umidità di risalita, colonizzazione biologica e presenza di muschi lungo il basamento. La fascia inferiore della muratura mostra un forte degrado, con erosione dei giunti, perdita di materiale e presenza di vegetazione spontanea, indicativa di condizioni di umidità persistente. Il contatto con il terreno e la pavimentazione esterna in ciottoli accentua i fenomeni di deterioramento, rendendo l’immagine particolarmente significativa per l’analisi dello stato di conservazione, della stratificazione costruttiva e delle trasformazioni subite dal manufatto nel corso del tempo.

Vista prospettica ravvicinata di una muratura perimetrale storica realizzata in muratura mista di pietrame, ciottoli e laterizi, legati con malta di calce, tipologia costruttiva tipica degli edifici rurali e di servizio. L’inquadratura segue longitudinalmente la parete, mettendo in evidenza la tessitura irregolare del paramento, composta da elementi lapidei di diverse dimensioni con inserti in mattoni, distribuiti senza ordine regolare e con giunti molto disomogenei. Alla base della muratura è presente una canaletta di raccolta delle acque realizzata in calcestruzzo, addossata al piede del muro, destinata allo smaltimento delle acque meteoriche e alla protezione del basamento dall’umidità di ristagno. All’interno della canaletta si notano frammenti di vetro, detriti e vegetazione spontanea, segni di scarsa manutenzione che possono favorire fenomeni di umidità di risalita e degrado dei materiali. Il basamento mostra alterazioni cromatiche, erosione dei giunti e presenza di muschi e depositi, indicatori di persistente umidità capillare e di esposizione agli agenti atmosferici. La continuità della muratura e l’assenza di intonaco permettono di leggere chiaramente la tecnica costruttiva originaria, caratterizzata da un apparecchio povero ma funzionale, con forte irregolarità e uso di materiali locali. Sullo sfondo è visibile il muro di cinta dello stesso complesso, realizzato con tecnica analoga, che delimita uno spazio aperto in terra e prato, mentre oltre il recinto si intravede il paesaggio collinare. L’immagine assume valore documentario per l’analisi dello stato di conservazione, delle tecniche murarie tradizionali e delle condizioni di degrado legate all’umidità e alla mancanza di manutenzione, elementi fondamentali in fase di rilievo e progetto di restauro.

Vista d’insieme di uno spazio aperto interno a un complesso rurale storico, configurato come corte rettangolare delimitata da edifici porticati e fabbricati di servizio, realizzati prevalentemente in muratura mista di laterizio e pietrame con coperture a falde in coppi. L’immagine mostra chiaramente l’impianto tipico di cascina o complesso agricolo, con corpi di fabbrica disposti sui lati lunghi della corte e spazi aperti destinati originariamente alle attività produttive e di servizio. Sul lato sinistro si sviluppa un edificio a due livelli con loggiato continuo al piano superiore, sostenuto da pilastri in muratura, e scala esterna di accesso in ferro e legno. Le murature presentano ampie porzioni di intonaco degradato che lasciano a vista il laterizio, evidenziando lo stato di conservazione non omogeneo e la presenza di interventi di manutenzione parziale. Al piano terra si aprono vani di servizio e accessi carrabili, alcuni chiusi con serramenti metallici. Sul lato destro è presente un corpo più basso, caratterizzato da porticati aperti e autorimesse o depositi, con copertura inclinata e struttura semplice, probabilmente destinato a ricovero attrezzi o stalle. La continuità dei fronti e la disposizione parallela degli edifici definiscono uno spazio centrale ampio, oggi a prato, che conserva la funzione di area di manovra e distribuzione. Il terreno della corte è in parte erboso e in parte sterrato, con segni di umidità e scarsa manutenzione, mentre sul fondo si intravede un edificio di maggior pregio architettonico, probabilmente residenziale o istituzionale, che chiude prospetticamente lo spazio. Sullo sfondo emerge inoltre un campanile in laterizio, elemento che colloca il complesso in un contesto storico stratificato di ambito rurale o periurbano. L’immagine è significativa per la lettura dell’impianto tipologico originario, dello stato di conservazione e delle trasformazioni funzionali del complesso, utile per analisi preliminari di rilievo, restauro o progetto di rifunzionalizzazione.

Vista frontale di un muro di cinta storico realizzato in muratura mista di pietrame, ciottoli e laterizio, caratterizzato da un’apertura ad arco ribassato incorniciata in mattoni pieni, che costituisce l’accesso principale a una corte interna. L’arco è costruito con laterizi disposti radialmente e impostato su piedritti anch’essi in mattoni, in contrasto con il paramento murario circostante più irregolare, composto da materiali lapidei eterogenei legati con malta di calce. All’interno dell’apertura è inserito un cancello metallico a due ante, verniciato di verde e sormontato da elementi verticali con punte decorative, che consente la chiusura dell’accesso pur mantenendo la permeabilità visiva verso lo spazio interno. Sul cancello è presente un cartello di divieto che segnala la condizione di pericolo dell’edificio oltre la recinzione, indicando uno stato di abbandono o di non agibilità del complesso. Attraverso il varco si intravede la corte interna con edifici porticati disposti longitudinalmente, confermando la tipologia di complesso rurale o di servizio organizzato attorno a uno spazio centrale. Il muro di cinta presenta fenomeni diffusi di degrado superficiale, con perdita di malta nei giunti, erosione dei materiali e crescita di vegetazione spontanea lungo la sommità, segni di prolungata esposizione agli agenti atmosferici e di scarsa manutenzione. In primo piano il terreno è in parte erboso e in parte sterrato, con presenza di detriti e pietrame, mentre ai lati dell’ingresso sono visibili elementi lapidei e strutture residuali che potrebbero appartenere a sistemazioni precedenti. L’immagine documenta con chiarezza il sistema di recinzione, la tecnica costruttiva tradizionale e lo stato di conservazione del complesso, risultando utile per analisi di rilievo architettonico, studio storico-costruttivo e valutazioni preliminari per interventi di restauro o rifunzionalizzazione.

Dettaglio di facciata in muratura mista storica composta da pietrame, ciottoli fluviali e frammenti di laterizio, legati con malta di calce, caratterizzata da tessitura irregolare e forte eterogeneità materica. Il paramento mostra chiaramente una tecnica costruttiva povera, realizzata con materiali di recupero disposti senza ordine regolare, con giunti ampi e non uniformi, tipica degli edifici rurali e di servizio. Sono visibili due aperture sovrapposte con inferriate metalliche, inserite in vani con contorni in laterizio e pietra, che evidenziano adattamenti successivi rispetto alla muratura originaria. Attorno alla finestra inferiore si notano integrazioni in mattoni pieni disposti con maggiore regolarità, probabilmente dovute a interventi di consolidamento o alla modifica della dimensione del vano. La differenza di colore e di tessitura tra i laterizi e il resto della parete permette di leggere chiaramente le diverse fasi costruttive. La superficie muraria presenta diffusi fenomeni di degrado, tra cui erosione dei giunti, distacchi di malta, discontinuità cromatiche e piccole fessurazioni, dovuti all’esposizione agli agenti atmosferici e alla presenza di umidità. Alla base della parete è presente una canaletta di drenaggio in calcestruzzo, addossata al piede della muratura, con funzione di raccolta delle acque meteoriche e di protezione del basamento dall’umidità di ristagno. Anche in questa zona si osservano depositi, colonizzazione biologica e alterazioni superficiali. L’immagine è significativa per l’analisi dello stato di conservazione, della tecnica muraria tradizionale e delle trasformazioni subite nel tempo, mettendo in evidenza stratificazioni, tamponamenti e interventi successivi, elementi fondamentali per la lettura storico-costruttiva e per eventuali interventi di restauro o consolidamento.

Dettaglio frontale della facciata in laterizio faccia a vista di un edificio storico di gusto neogotico, caratterizzata dalla presenza di aperture ad arco acuto con ricca decorazione in cotto modellato. L’immagine mostra un portale centrale con archivolto ogivale composto da più ghiere concentriche, realizzate con elementi sagomati e decorati con motivi vegetali e geometrici, che evidenziano una lavorazione artigianale di particolare pregio. Il portale è chiuso da un portone ligneo a due ante, costituito da tavole verticali rinforzate da chiodature metalliche, inserito all’interno di una cornice arretrata rispetto al filo della facciata. Sopra l’arco è presente una porzione intonacata, probabilmente frutto di un intervento successivo o di una perdita dell’originario rivestimento, che interrompe la continuità del paramento in laterizio. La muratura circostante è realizzata con mattoni pieni disposti in corsi regolari, con presenza di piccoli fori e alloggiamenti che potrebbero essere legati a ponteggi originari o a elementi costruttivi rimossi. Ai lati del portale si notano mensole in laterizio sporgenti e modanature decorative che contribuiscono alla composizione simmetrica della facciata. In primo piano è visibile un basso muretto in laterizio che separa l’edificio dallo spazio esterno pavimentato in ciottoli, mentre la superficie muraria mostra segni di alterazione cromatica, erosione dei giunti e depositi superficiali, compatibili con l’esposizione prolungata agli agenti atmosferici. L’immagine documenta con chiarezza le caratteristiche stilistiche, la qualità costruttiva e lo stato di conservazione dell’apparato decorativo in cotto, elementi di particolare interesse per l’analisi storico-architettonica e per eventuali interventi di restauro conservativo.

Dettaglio della facciata in laterizio decorato di un edificio storico con caratteri neogotici, in cui si evidenzia chiaramente la sovrapposizione di fasi costruttive differenti e il rapporto tra una struttura più antica intonacata e un successivo intervento in mattoni faccia a vista di maggiore qualità architettonica. Al centro dell’immagine è visibile una piccola apertura ad arco acuto, incorniciata da più ghiere in cotto sagomato con motivi ornamentali vegetali e geometrici, realizzate con elementi modellati di notevole precisione. L’arco è inserito all’interno di un riquadro murario in laterizio disposto in corsi regolari, che contrasta con la parete adiacente sulla sinistra, intonacata e fortemente degradata, dove sono evidenti tracce di tamponamenti e rifacimenti successivi, riconoscibili dalla diversa tessitura e dal colore dei materiali. Sopra l’apertura si sviluppa una cornice decorativa in cotto con motivi dentellati e modanature, che segue l’andamento inclinato della copertura e sottolinea la composizione architettonica della facciata. La qualità della lavorazione e la ricchezza dell’apparato ornamentale indicano un intervento di carattere rappresentativo, probabilmente successivo rispetto alla muratura più povera visibile a sinistra. Sulla destra compare parte del portale principale, anch’esso ad arco ogivale con ghiera decorata, chiuso da un portone ligneo, che conferma l’unitarietà stilistica dell’intervento in laterizio. In primo piano è presente un basso muretto di contenimento in mattoni che separa la facciata dallo spazio esterno pavimentato in ciottoli, mentre alla base delle murature si notano fenomeni di alterazione cromatica, erosione dei giunti e depositi superficiali dovuti all’umidità e all’esposizione agli agenti atmosferici. L’immagine consente una chiara lettura delle stratificazioni costruttive, delle differenze materiche e dello stato di conservazione, risultando particolarmente significativa per analisi storico-architettoniche e per la definizione di interventi di restauro conservativo.

Dettaglio ravvicinato di una apertura finestrata inserita in muratura mista storica, costituita da pietrame irregolare, ciottoli e frammenti di laterizio legati con malta di calce, con evidenti segni di degrado superficiale e di interventi successivi. Il vano presenta una cornice in mattoni pieni disposti con maggiore regolarità rispetto al paramento circostante, a indicare una fase costruttiva differente o un rifacimento dell’apertura rispetto alla muratura originaria. La parte superiore della finestra è chiusa da un arco ribassato in laterizio, realizzato con elementi disposti radialmente, mentre lateralmente i piedritti mostrano integrazioni e sostituzioni di mattoni, riconoscibili per differenze cromatiche e di tessitura. All’interno del vano è presente una grata metallica verticale, fortemente ossidata, che testimonia la funzione di sicurezza o aerazione dell’ambiente retrostante. Dietro l’inferriata si notano elementi lignei disposti a croce e un telo di protezione, segni di una chiusura provvisoria o di uno stato di abbandono. La superficie muraria presenta diffusi fenomeni di alterazione, tra cui erosione dei giunti, perdita di malta, disgregazione dei materiali e presenza di umidità nella fascia basamentale, dove si osservano incrostazioni, colonizzazioni biologiche e depositi dovuti al contatto diretto con il terreno. Alla base della parete è visibile una pavimentazione esterna in ciottoli, tipica degli spazi di corte, che contribuisce al ristagno dell’acqua e all’aggravarsi del degrado. L’immagine è particolarmente significativa per la lettura della tecnica costruttiva tradizionale, delle stratificazioni murarie e dello stato di conservazione, fornendo indicazioni utili per analisi diagnostiche, rilievo materico e valutazioni preliminari in vista di interventi di restauro o consolidamento.

Vista d’insieme di uno spazio aperto alberato situato di fronte a un complesso edilizio storico di impianto rurale, delimitato da un muro di cinta in muratura mista e da edifici con copertura a falde in coppi. In primo piano si sviluppa un’area verde pianeggiante, priva di pavimentazione, caratterizzata da terreno battuto con presenza di foglie secche e radici affioranti, occupata da alberi ad alto fusto disposti in filare, che definiscono uno spazio di pertinenza esterno probabilmente utilizzato come area di sosta o zona filtro tra la strada e il complesso. Sullo sfondo è visibile il muro perimetrale in pietrame e laterizio, con andamento continuo e altezza contenuta, che separa lo spazio pubblico dalla corte interna. Al centro del muro si riconosce un accesso carrabile con cancello metallico, mentre lungo la recinzione sono presenti elementi funzionali come cassette postali, segnaletica e pannelli informativi, che indicano un uso attuale parziale o controllato dell’area. Oltre il muro emergono i corpi di fabbrica del complesso, costituiti da edifici di diversa epoca e qualità costruttiva, con murature intonacate o in laterizio a vista, porticati e coperture tradizionali in tegole. Tra le coperture si intravedono le torrette in laterizio di carattere decorativo, già osservate in altri dettagli, che contribuiscono a identificare l’edificio di maggiore pregio architettonico all’interno del complesso. La presenza di alberature mature, arredi urbani e superfici non pavimentate suggerisce che lo spazio antistante abbia assunto nel tempo una funzione di piazzale o piccolo giardino pubblico, pur mantenendo il rapporto diretto con l’impianto storico originario. L’immagine risulta utile per la lettura del rapporto tra spazio aperto, muro di cinta e complesso edilizio, evidenziando il contesto ambientale, lo stato di conservazione generale e le relazioni tra area pubblica e struttura storica, elementi fondamentali per analisi urbanistiche, rilievo architettonico e ipotesi di recupero o rifunzionalizzazione.

Vista frontale di un elemento architettonico in muratura appartenente al sistema di accesso o di servizio del complesso storico, costituito da un corpo verticale in laterizio pieno addossato al muro di cinta perimetrale realizzato in muratura mista di pietrame e mattoni legati con malta. Il volume presenta andamento stretto e sviluppato in altezza, concluso superiormente da una piccola copertura a falde con struttura lignea e manto in coppi, in continuità con le coperture tradizionali degli edifici circostanti. Sulla facciata è presente una struttura metallica sporgente fissata alla muratura, composta da staffe e braccio orizzontale, probabilmente residuo di un antico sistema di illuminazione, segnalazione o supporto funzionale legato all’accesso al complesso. La tessitura muraria evidenzia chiaramente interventi stratificati, con porzioni in laterizio regolare alternate a tratti in muratura irregolare, indicativi di modifiche e riparazioni successive. Il muro di cinta retrostante, intonacato in parte e in parte lasciato a vista, delimita la corte interna, dalla quale emergono coperture in coppi e volumi rurali o di servizio, riconducibili all’impianto originario del complesso. In primo piano la pavimentazione è realizzata in acciottolato con inserti in lastre lapidee, tipica delle sistemazioni storiche di corti e spazi di pertinenza, mentre sulla destra è visibile un palo di illuminazione contemporaneo e una panchina, elementi che testimoniano l’attuale uso pubblico o semi-pubblico dell’area. L’immagine consente di leggere con chiarezza il rapporto tra muro perimetrale, elementi di accesso e strutture di servizio, mettendo in evidenza lo stato di conservazione delle murature storiche, la presenza di aggiunte moderne e la continuità materica tra i diversi edifici del complesso, aspetti rilevanti per analisi architettonica, documentazione dello stato di fatto e valutazioni di restauro o recupero funzionale.

Vista prospettica lungo un tracciato viario storico pavimentato in acciottolato, affiancato da edifici appartenenti al complesso edilizio di impianto rurale e religioso già documentato nelle immagini precedenti. In primo piano, sulla destra, è visibile una muratura intonacata con evidenti fenomeni di degrado superficiale, lacune dell’intonaco e porzioni di laterizio a vista, nella quale si apre una porta secondaria con architrave in laterizio e battente ligneo, probabilmente accesso di servizio a locali interni. Procedendo lungo la parete si riconosce il prospetto laterale dell’edificio in laterizio decorato, caratterizzato da lesene, cornici e torrette cilindriche in mattoni sagomati, elementi ornamentali di gusto neogotico già osservati in altre viste. Alla base della facciata corre un piccolo canale di scolo in muratura, destinato allo smaltimento delle acque meteoriche, che separa l’edificio dalla strada e testimonia l’impianto originario di tipo rurale o conventuale. Sul lato opposto della strada si sviluppa un lungo edificio in muratura mista di pietrame e laterizio, con piccole aperture regolari, probabilmente destinato in origine a funzioni agricole o di deposito, che contribuisce a definire un ambito viario stretto e lineare di carattere storico, conservato nella pavimentazione tradizionale e nell’assenza di sistemazioni moderne invasive. Sullo sfondo si intravede il paesaggio collinare e montano, che colloca il complesso in un contesto territoriale periferico o di margine urbano, mentre la presenza di segnaletica e di percorsi ciclopedonali indica un uso attuale dell’area compatibile con la fruizione pubblica. L’immagine risulta significativa per la lettura del rapporto tra edificio decorato, muro di cinta, viabilità storica e contesto paesaggistico, mettendo in evidenza la stratificazione costruttiva, lo stato di conservazione delle superfici murarie e la permanenza dell’impianto originario, elementi utili per analisi architettonica, rilievo dello stato di fatto e valutazioni di restauro o riqualificazione.

Dettaglio ravvicinato del portale in laterizio decorato appartenente all’edificio di carattere neogotico, in cui è visibile la strombatura dell’arco ogivale composta da più ghiere concentriche realizzate con elementi sagomati in cotto. Le fasce decorative presentano motivi fitomorfi e geometrici ripetuti, modellati a rilievo nei singoli mattoni, che evidenziano una lavorazione artigianale di pregio e una forte intenzionalità ornamentale tipica dell’architettura eclettica di fine Ottocento o primo Novecento. L’arco incornicia un portone ligneo a doppio battente, costituito da tavole verticali rinforzate da chiodature metalliche, inserito all’interno di una luce architettonica profonda, che accentua l’effetto plastico della strombatura. La superficie del cotto mostra variazioni cromatiche tra rosso, arancio e bruno, dovute sia alla cottura del materiale sia ai fenomeni di invecchiamento e deposito superficiale. A destra del portale si sviluppa una muratura in laterizio a corsi regolari, con presenza di piccoli fori quadrangolari passanti, probabilmente utilizzati per ponteggi o per sistemi di ancoraggio durante la costruzione, ancora leggibili nella tessitura originaria. La giunzione tra la parte decorata e la muratura più semplice evidenzia la differenza tra la zona monumentale dell’ingresso e le superfici secondarie dell’edificio. Lo stato di conservazione appare complessivamente discreto, con leggere erosioni dei rilievi in cotto, fessurazioni delle fughe di malta e depositi superficiali, ma con buona leggibilità dei dettagli ornamentali. L’immagine risulta particolarmente significativa per l’analisi del linguaggio decorativo, delle tecniche costruttive in laterizio sagomato e della qualità artigianale del portale, elementi utili per studi storico-architettonici, rilievo di dettaglio e valutazioni di restauro conservativo.

Dettaglio della muratura in laterizio faccia a vista con apertura ad arco decorato, appartenente al prospetto dell’edificio storico di carattere neogotico, già documentato nelle immagini precedenti. L’inquadratura mette in evidenza la porzione laterale di una finestra o nicchia con arco ogivale strombato, realizzato con più ghiere concentriche in cotto, alcune lisce e altre decorate con motivi vegetali a rilievo, ottenuti mediante elementi sagomati prefabbricati. L’apparato ornamentale mostra una lavorazione di notevole qualità artigianale, con moduli ripetuti che formano una fascia continua a motivi fitomorfi, inserita tra profili modanati in laterizio. La decorazione è incorniciata da una muratura a corsi regolari di mattoni pieni, con fughe di malta visibili e cromie differenziate dovute all’invecchiamento del materiale e alla diversa cottura dei laterizi. Accanto all’arco sono presenti fori quadrangolari passanti nella muratura, probabilmente alloggiamenti per travi di ponteggio o elementi strutturali temporanei utilizzati durante la costruzione, ancora leggibili nella tessitura originaria e non successivamente tamponati. La presenza di tali cavità, insieme alle variazioni nella disposizione dei mattoni, testimonia le fasi esecutive dell’edificio e la tecnica costruttiva tradizionale. All’interno dell’apertura è visibile una grata metallica, che suggerisce una funzione secondaria o di aerazione, mentre lo stato di conservazione complessivo evidenzia lievi fenomeni di erosione dei rilievi in cotto, depositi superficiali e piccole discontinuità nelle fughe, senza tuttavia compromettere la leggibilità dell’apparato decorativo. L’immagine risulta utile per l’analisi del dettaglio costruttivo in laterizio sagomato, della tessitura muraria e delle tecniche decorative, elementi fondamentali per studi storico-architettonici, rilievi di dettaglio e valutazioni di interventi di restauro conservativo.

Vista prospettica lungo il prospetto laterale dell’edificio in laterizio decorato, con inquadratura radente che mette in evidenza la successione delle aperture ad arco ogivale strombato e la ricchezza dell’apparato ornamentale in cotto, costituito da ghiere multiple modanate e fasce decorate con motivi fitomorfi a rilievo. La muratura è realizzata in laterizio faccia a vista con corsi regolari, interrotta da elementi sagomati e lesene che scandiscono verticalmente il prospetto, confermando il carattere neogotico dell’edificio. Alla base della facciata corre un canale di drenaggio in muratura, leggermente ribassato rispetto al piano della corte, destinato allo smaltimento delle acque meteoriche; tale elemento separa il fabbricato dalla pavimentazione esterna in acciottolato e testimonia l’impostazione originaria dell’area come corte rurale o conventuale. Sono visibili anche apparecchi illuminanti contemporanei appoggiati lungo il bordo del canale, indicativi di un uso attuale dello spazio per attività di visita o valorizzazione. L’inquadratura si apre verso la corte interna pavimentata in ciottoli, delimitata da edifici di diversa epoca e tipologia costruttiva: sulla destra si riconoscono corpi di fabbrica intonacati con aperture ad arco ribassato, mentre sullo sfondo emerge il prospetto principale dell’edificio monumentale, caratterizzato da decorazioni in laterizio, porticati ad archi acuti e torrette slanciate, elementi già osservati nei dettagli precedenti. La presenza di superfici murarie con differenti finiture — laterizio a vista, intonaco degradato, inserti lapidei — evidenzia la stratificazione storica del complesso, probabilmente costituito da un nucleo originario di pregio architettonico affiancato da edifici di servizio realizzati in epoche successive. L’immagine risulta particolarmente utile per la lettura del rapporto tra facciata decorata, corte interna e corpi edilizi secondari, mettendo in evidenza la configurazione spaziale del complesso, le tecniche costruttive tradizionali e lo stato di conservazione delle superfici, elementi fondamentali per analisi storico-architettoniche, rilievo dello stato di fatto e valutazioni di restauro o rifunzionalizzazione.

Dettaglio ravvicinato dell’apparato decorativo in laterizio sagomato appartenente alla strombatura di un portale o di una finestra ogivale dell’edificio di carattere neogotico, nel quale sono visibili le fasce ornamentali costituite da elementi in cotto modellati a rilievo con motivi fitomorfi. I singoli moduli decorativi raffigurano foglie, tralci e frutti stilizzati disposti in sequenza verticale, inseriti tra sottili colonnine cilindriche anch’esse realizzate in laterizio, che scandiscono ritmicamente la superficie e contribuiscono alla definizione plastica dell’archivolto. Le colonnine, composte da conci cilindrici sovrapposti, presentano superfici leggermente irregolari e porose, con variazioni cromatiche dal rosso aranciato al bruno, dovute sia alla cottura del materiale sia ai fenomeni di ossidazione e deposito superficiale. Tra gli elementi decorativi sono visibili le fughe di malta, in parte erose, che rendono leggibile la tecnica costruttiva basata sull’assemblaggio di pezzi prefabbricati in cotto successivamente messi in opera. Lo stato di conservazione mostra abrasioni, piccole lacune e arrotondamenti dei rilievi, soprattutto nelle parti più sporgenti, oltre a microfessurazioni e discontinuità nelle giunzioni, compatibili con l’esposizione agli agenti atmosferici e con l’età del manufatto. Nonostante ciò, la qualità della modellazione rimane chiaramente percepibile, evidenziando una lavorazione artigianale di notevole precisione. L’immagine è particolarmente significativa per lo studio del dettaglio ornamentale in cotto, delle tecniche di prefabbricazione e della composizione modulare dell’apparato decorativo, fornendo informazioni utili per analisi storico-architettoniche, rilievo materico e valutazioni di restauro conservativo dell’edificio.

Dettaglio ravvicinato di un foro quadrangolare passante realizzato nella muratura in laterizio, probabilmente destinato in origine all’alloggiamento di travi di ponteggio o elementi strutturali temporanei utilizzati durante la costruzione dell’edificio. L’inquadratura è effettuata dall’esterno verso l’interno della cavità, mettendo in evidenza lo spessore della muratura e la finitura irregolare delle superfici interne, annerite e consumate, segno di lunga esposizione agli agenti atmosferici e di possibile utilizzo prolungato come sede di elementi lignei. Attraverso l’apertura è visibile uno scorcio della corte interna del complesso, con murature intonacate degradate, porzioni di laterizio a vista e una porta lignea, elementi che confermano la natura storica e stratificata dell’edificio. La presenza di lacune nell’intonaco e di parti murarie affioranti evidenzia fenomeni di distacco e usura, tipici di strutture non recentemente restaurate. I bordi del foro risultano irregolari e leggermente arrotondati, con fughe di malta erose e mattoni consumati, indicando un manufatto realizzato con tecnica tradizionale e non rifinito per essere a vista, ma destinato a una funzione costruttiva temporanea. Lo spessore consistente della parete suggerisce una muratura portante di notevole massa, coerente con edifici di carattere rurale, conventuale o di servizio. L’immagine è utile per la lettura del dettaglio costruttivo della muratura, delle tecniche di cantiere storiche e dello stato di conservazione dei materiali, fornendo indicazioni importanti per analisi stratigrafiche, rilievi architettonici e valutazioni di intervento conservativo.

Vista frontale di una porzione di edificio rurale storico con ballatoio ligneo, appartenente al complesso edilizio già documentato, caratterizzato da muratura portante intonacata con ampie lacune che lasciano a vista il laterizio sottostante. Al piano superiore è presente un balcone in legno con parapetto sagomato, sostenuto da mensole lignee sporgenti, tipico delle architetture agricole tradizionali dell’area piemontese, probabilmente utilizzato in origine come spazio di servizio o di collegamento tra ambienti del piano primo. La superficie muraria mostra evidenti fenomeni di degrado, con distacchi diffusi dell’intonaco, efflorescenze, macchie di umidità di risalita e porzioni di muratura in laterizio irregolare affiorante, che consentono di leggere la tecnica costruttiva originaria. Al piano terra si apre una finestra di piccole dimensioni con grata metallica, affiancata da una bocca di aerazione o apertura di ventilazione posta in basso, elementi che suggeriscono la presenza di locali di servizio o seminterrati. Sulla parete è visibile la scritta “CASCINA BASSA”, indicazione toponomastica che conferma la natura rurale del complesso e la sua articolazione in più corpi di fabbrica con denominazioni specifiche. Sul lato destro si apre un passaggio voltato ad arco ribassato, che mette in comunicazione la corte interna con lo spazio esterno, definendo un sistema distributivo tipico delle cascine storiche, organizzate attorno a cortili chiusi. La pavimentazione antistante è costituita da terreno battuto e ciottoli, in continuità con le sistemazioni tradizionali della corte, mentre lo stato di conservazione generale evidenzia un edificio non recentemente restaurato, ma ancora leggibile nelle sue caratteristiche originarie. L’immagine è significativa per l’analisi del corpo rurale secondario, delle tecniche costruttive tradizionali, dello stato di degrado dell’intonaco e dell’organizzazione della cascina attorno a spazi di corte e passaggi voltati, elementi utili per rilievo architettonico, studio storico-tipologico e valutazioni di recupero conservativo.

Dettaglio ravvicinato della muratura intonacata appartenente al corpo edilizio denominato “Cascina Bassa”, con evidenza della scritta toponomastica realizzata a stencil direttamente sull’intonaco, parzialmente deteriorato. La superficie muraria mostra un avanzato stato di degrado, con ampie lacune dell’intonaco che lasciano a vista la struttura sottostante in laterizio pieno disposto a corsi irregolari, legato con malta di allettamento ormai erosa in più punti. Nella parte sinistra è presente una finestra di piccole dimensioni con inferriata metallica, inserita in una spalletta intonacata fortemente deteriorata, con distacchi, cavillature e zone di rappezzo realizzate con malte di diversa composizione e granulometria. Al di sotto della finestra si riconosce una piccola apertura di aerazione protetta da rete metallica, indicativa della presenza di locali seminterrati o di servizio, coerente con la tipologia costruttiva delle cascine tradizionali. La muratura presenta evidenti fenomeni di umidità di risalita capillare, riconoscibili dalle macchie scure, dalle efflorescenze e dal disgregamento dell’intonaco nella fascia inferiore, oltre a depositi superficiali e alterazioni cromatiche che indicano esposizione prolungata agli agenti atmosferici. La discontinuità tra le parti intonacate e quelle in laterizio a vista consente di leggere chiaramente la stratificazione degli interventi manutentivi succedutisi nel tempo. La presenza della scritta identificativa “CASCINA BASSA” conferma l’appartenenza dell’edificio al sistema della cascina storica già documentata nelle immagini precedenti, evidenziando il carattere rurale del complesso e la sua articolazione in più corpi di fabbrica. L’immagine risulta utile per l’analisi dello stato di conservazione delle superfici murarie, dei fenomeni di degrado dell’intonaco e delle tecniche costruttive tradizionali in laterizio, fornendo indicazioni rilevanti per rilievo materico, diagnosi del degrado e valutazioni di intervento conservativo.

Sezione architettonica longitudinale del complesso storico della cascina con inserimento di nuovi volumi contemporanei, rappresentata mediante disegno tecnico in bianco e nero con campiture cromatiche per distinguere le parti di progetto. La tavola mostra il rapporto tra gli edifici rurali esistenti, la chiesa con facciata in stile neogotico sullo sfondo e i nuovi interventi architettonici inseriti all’interno del tessuto storico. Gli edifici originari sono rappresentati con tratto grafico uniforme e materico, evidenziando le murature portanti, le coperture a falde e la configurazione tipica della cascina, mentre i nuovi volumi sono indicati con campiture traslucide colorate che permettono di leggere chiaramente la distinzione tra stato di fatto e progetto. A sinistra è visibile un nuovo volume verticale a doppia altezza, evidenziato in rosso, che si inserisce all’interno di un edificio esistente mantenendone l’involucro murario. Al centro è rappresentato il corpo principale della cascina con i fabbricati di servizio e il fronte della chiesa, che costituisce il riferimento urbano e storico del complesso. Sulla destra compare un secondo intervento contemporaneo, evidenziato in azzurro, caratterizzato da spazi interni su più livelli con ambienti a doppia altezza e copertura inclinata, inserito all’interno della struttura esistente senza alterarne il profilo esterno. Più a destra è presente un ulteriore volume di progetto indicato con campitura chiara, impostato come ampliamento di un edificio secondario. Il disegno evidenzia il rapporto tra quote interne, altezze degli ambienti, spessori murari e andamento del terreno, consentendo la lettura stratigrafica tra costruito storico e nuovi inserimenti. La presenza di figure umane in scala permette di comprendere la dimensione degli spazi e la destinazione d’uso degli ambienti, mentre lo sfondo con alberature e rilievi collinari contribuisce a contestualizzare il complesso nel paesaggio rurale circostante. L’immagine è finalizzata alla lettura del progetto di riuso e rifunzionalizzazione del complesso della cascina, mettendo in evidenza la strategia di intervento basata sull’inserimento di volumi contemporanei riconoscibili ma compatibili con la struttura storica esistente.