Museo trasporti regionale: ex stazione Porta Milano

Museo trasporti regionale: ex stazione Porta Milano

Il progetto riguarda il restauro e la rifunzionalizzazione dell’edificio principale dell’ex stazione ferroviaria di Torino Porta Milano, destinato a diventare il nuovo Museo Ferroviario Piemontese. L’intervento si inserisce in un più ampio programma di valorizzazione dell’area e mira a restituire all’immobile il suo valore storico, garantendone al tempo stesso un uso contemporaneo e pienamente accessibile.

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Torino,  2025 – In corso
Committente: Regione Piemonte
Importo delle opere: 1.500.000 €
Progetto Fattibilità tecnica ed economica – architettura: Giovanni Durbiano e Umberto Montanari
Progetto Fattibilità tecnica ed economica – strutture e impianti: MCM Ingegneria Srl
Edificio vincolato ai sensi del Dlgs 42/2004

Assonometria esplosa di studio che rappresenta l’organizzazione dei diversi livelli di un complesso architettonico storico e l’inserimento del nuovo percorso museale all’interno della struttura esistente. Il disegno mostra i piani separati verticalmente per evidenziare le relazioni tra gli ambienti, i collegamenti e le funzioni distribuite lungo l’asse longitudinale dell’edificio. Il livello principale, affacciato su Corso Giulio Cesare, è evidenziato con campitura arancione e identifica gli spazi destinati al museo, distribuiti in sequenza lungo il corridoio centrale e nelle sale laterali. In posizione baricentrica è indicato il nucleo di collegamento verticale, composto da scala nobile e ascensore, rappresentato con campitura viola, che mette in relazione i diversi piani e costituisce il fulcro distributivo dell’intervento. Nel livello inferiore, indicato come piano del ferro, sono localizzati spazi di servizio e locali tecnici, evidenziati in verde, insieme ai servizi igienici segnalati in blu. La separazione dei piani tramite vista esplosa permette di leggere con chiarezza la continuità verticale tra le funzioni e il modo in cui il nuovo percorso espositivo si inserisce nella struttura esistente senza alterarne l’impianto originario. Le linee tratteggiate collegano i diversi livelli per indicare la corrispondenza delle parti e la posizione dei principali elementi distributivi, mentre la colorazione selettiva consente di distinguere rapidamente le destinazioni d’uso. L’immagine documenta uno schema progettuale utilizzato per spiegare l’integrazione tra edificio storico e nuovo allestimento museale, chiarendo la distribuzione delle funzioni, i collegamenti verticali e la gerarchia degli spazi.

 

Planimetria generale dell’area di intervento con individuazione dei principali edifici del complesso e delle strutture limitrofe, rappresentate in vista dall’alto e contrassegnate da numerazione progressiva. Il disegno mostra l’organizzazione spaziale dell’intero comparto, sviluppato longitudinalmente lungo il fascio ferroviario, evidenziando il rapporto tra i fabbricati storici, i corpi di servizio e le grandi strutture industriali presenti nel lotto. Sul lato superiore della tavola è riconoscibile il tracciato dei binari e delle aree ferroviarie, che definiscono il margine infrastrutturale del sito e ne determinano l’orientamento. Gli edifici numerati si dispongono parallelamente a questo asse, configurando un sistema lineare composto da corpi di fabbrica di diversa dimensione e tipologia, tra cui volumi storici con copertura a falde, padiglioni produttivi di grande luce e manufatti secondari di collegamento. La numerazione consente di distinguere i diversi elementi del complesso: i fabbricati principali affacciati verso la città, i corpi centrali di distribuzione, le strutture tecniche e i capannoni industriali retrostanti. In particolare, il grande volume centrale con copertura modulare evidenzia la presenza di uno spazio produttivo o espositivo di ampia estensione, mentre gli edifici più piccoli e articolati indicano funzioni di servizio, accesso o collegamento tra le diverse parti del complesso. L’elaborato ha funzione di inquadramento urbanistico e funzionale e permette di comprendere la configurazione complessiva dell’area, le relazioni tra i diversi edifici esistenti e la posizione dell’intervento all’interno del sistema più ampio dell’ex comparto ferroviario-industriale.

Fotografia storica a colori dell’area urbana di Corso Giulio Cesare a Torino, con vista prospettica verso il complesso della stazione della linea Torino–Ciriè–Lanzo, ripresa da posizione sopraelevata lungo l’asse stradale principale. L’immagine documenta la configurazione del quartiere in una fase di pieno utilizzo dell’infrastruttura ferroviaria, evidenziando il rapporto diretto tra la stazione, il tessuto residenziale circostante e la viabilità urbana. Al centro della composizione è riconoscibile l’edificio storico della stazione, con facciate intonacate di colore rosso e corpo centrale monumentale con frontone decorato, affacciato sul viale alberato. Accanto al fabbricato principale sono visibili i binari e le pensiline della linea ferroviaria, che scorrono parallelamente alla strada, confermando la presenza dell’impianto come infrastruttura integrata nel sistema urbano. Il corso è caratterizzato da una sezione ampia con doppia carreggiata, spartitraffico alberato e traffico veicolare intenso, elementi che testimoniano la trasformazione del quartiere in asse urbano di scorrimento. Ai lati della strada si sviluppano edifici residenziali multipiano realizzati nel secondo dopoguerra, che definiscono un fronte edilizio continuo e più alto rispetto al fabbricato storico della stazione, evidenziando il progressivo processo di densificazione della zona. In primo piano sono presenti attività commerciali, distributore di carburante, parcheggi e attraversamenti pedonali, elementi che contribuiscono a descrivere il contesto urbano degli anni del boom economico e il ruolo del complesso ferroviario come elemento ancora attivo ma già inserito in un sistema cittadino in forte trasformazione. L’immagine ha valore di documento storico-urbanistico, poiché consente di comprendere l’evoluzione dell’intorno costruito, il rapporto tra infrastruttura ferroviaria e città e la progressiva modifica del paesaggio urbano attorno all’edificio oggetto di intervento.

Fotografia storica in bianco e nero dell’edificio della stazione della ferrovia Torino–Ciriè–Lanzo, ripresa da posizione frontale lungo il fronte stradale, che documenta una fase successiva rispetto all’immagine precedente e mostra l’architettura con maggiore definizione e dettaglio. Il fabbricato presenta una composizione simmetrica con corpo centrale monumentale affiancato da due ali laterali a due piani, coperte da tetto a falde e caratterizzate da aperture regolari con cornici modanate. L’ingresso principale è sottolineato da un avancorpo con portico tetrastilo sorretto da colonne di ordine classico, sormontato da un frontone decorato con elementi plastici e timpano curvilineo, che conferisce all’edificio un carattere rappresentativo tipico delle architetture ferroviarie di fine Ottocento. Il piano terra è scandito da aperture ad arco, mentre il piano superiore presenta finestre rettangolari allineate secondo uno schema rigoroso e simmetrico. In primo piano è visibile la strada antistante la stazione, con pavimentazione irregolare, pali della linea tranviaria e alcune persone in attesa o in movimento, elementi che testimoniano l’intenso rapporto tra l’edificio e lo spazio pubblico urbano. La presenza dei cavi aerei e dei lampioni evidenzia l’inserimento della stazione all’interno del sistema di trasporto cittadino, confermandone il ruolo di nodo infrastrutturale e punto di accesso alla città. L’immagine assume valore documentario per la ricostruzione storica del complesso, poiché consente di riconoscere con precisione i caratteri originari del prospetto principale, la configurazione dello spazio antistante e l’aspetto dell’edificio prima delle trasformazioni avvenute nel corso del Novecento.

Fotografia storica a colori dell’area ferroviaria adiacente alla stazione Torino–Ciriè–Lanzo, che documenta una fase di utilizzo del complesso come nodo operativo e deposito rotabili. L’immagine è ripresa dall’interno del piazzale ferroviario e mostra diversi convogli fermi sui binari di manovra, evidenziando la configurazione dell’infrastruttura e il rapporto diretto tra gli edifici della stazione e il sistema dei tracciati. In primo piano sono visibili più locomotive e automotrici disposte su binari divergenti, che convergono verso il fascio centrale, definendo una geometria complessa di scambi e raccordi tipica delle aree di deposito e manutenzione. I rotabili, appartenenti a diverse epoche e tipologie, testimoniano l’uso prolungato dell’impianto ferroviario e la sua funzione di capolinea e punto di servizio per la linea. Sullo sfondo si riconosce il fronte edilizio storico della stazione, con fabbricati a più piani caratterizzati da facciate intonacate, finestre regolari e coperture a falde, affiancati da strutture più basse destinate a funzioni tecniche e magazzini. La vicinanza tra edifici urbani e area ferroviaria evidenzia l’integrazione originaria tra infrastruttura e tessuto cittadino, tipica delle stazioni di fine Ottocento e primo Novecento. L’immagine ha valore documentario per la ricostruzione storica del sito, poiché mostra l’assetto del piazzale ferroviario prima delle trasformazioni successive e permette di comprendere l’estensione delle aree di servizio, la disposizione dei binari e il ruolo del complesso come infrastruttura ferroviaria attiva all’interno della città.

 Sezione prospettica dell’edificio storico oggetto di intervento con rappresentazione del nuovo allestimento museale interno, che mostra la distribuzione verticale degli spazi e la relazione tra i diversi livelli. Il disegno, realizzato come spaccato assonometrico, evidenzia la struttura muraria esistente e l’inserimento delle nuove funzioni all’interno del volume originario, mantenendo leggibile l’impianto architettonico storico. L’edificio è articolato su più piani collegati da un sistema di scale interne, collocate in posizione centrale, che garantiscono la continuità del percorso espositivo. Gli ambienti sono rappresentati come sale museali destinate all’esposizione, con pareti attrezzate per quadri e pannelli, illuminazione diffusa e spazi liberi per la fruizione del pubblico. Il piano terreno e il primo piano ospitano gli spazi principali di mostra, mentre il livello superiore è destinato a funzioni complementari, come uffici, sale di supporto o ambienti di servizio. La sezione mette in evidenza anche la copertura a falde con struttura lignea, conservata e lasciata a vista nella parte alta dell’edificio, a sottolineare il carattere storico del manufatto. Le aperture ad arco e lo spessore murario indicano la natura originaria dell’edificio ferroviario, mentre il nuovo allestimento si inserisce in modo reversibile, senza alterare la configurazione strutturale esistente. Sul lato destro dell’immagine è rappresentato il contesto esterno con i binari e una locomotiva storica, elemento che richiama la funzione originaria del complesso e rafforza il legame tra il nuovo museo e la memoria ferroviaria del sito. L’elaborato ha quindi funzione illustrativa del progetto di riuso, mostrando come l’edificio venga trasformato in spazio espositivo mantenendo riconoscibili i caratteri architettonici storici e la relazione con l’infrastruttura ferroviaria.

Fotografia storica in bianco e nero della Stazione della Ferrovia di Lanzo a Torino, risalente ai primi anni del XX secolo, che documenta l’aspetto originario dell’edificio prima delle trasformazioni successive. L’immagine mostra il prospetto principale dell’edificio ferroviario, caratterizzato da una composizione simmetrica con corpo centrale monumentale e ali laterali più basse, impostate su un volume compatto con copertura a falde. L’ingresso principale è evidenziato da un portico con colonne di ordine classico che sorreggono un frontone decorato, elemento architettonico che conferisce all’edificio un carattere rappresentativo e istituzionale, tipico delle architetture ferroviarie di fine Ottocento. Le aperture ad arco al piano terra e le finestre regolari al piano superiore definiscono una facciata ordinata e ritmata, costruita secondo criteri compositivi accademici. In primo piano è visibile lo spazio urbano antistante la stazione, con strada sterrata, carrozze trainate da cavalli, lampioni e alcune persone in sosta, elementi che testimoniano il contesto urbano dell’epoca e il ruolo della stazione come nodo di scambio tra città e ferrovia. Sul lato sinistro compare un tram, mentre sullo sfondo si intravedono edifici residenziali e strutture di servizio legate all’infrastruttura ferroviaria. La fotografia ha valore documentario e consente di riconoscere i caratteri originari dell’edificio storico oggetto di intervento, mettendo in evidenza la configurazione architettonica iniziale, la relazione con lo spazio pubblico e l’importanza della stazione nel sistema dei trasporti torinese.