Palazzo Nuovo: Restyling Interni

Scala elicoidale in metallo verniciato verde inserita in ambiente interno contemporaneo, caratterizzata da struttura cilindrica centrale e parapetto in lamiera microforata che avvolge il percorso di salita. Lo spazio è illuminato da luce naturale proveniente da ampie finestre laterali, con arredi minimali e sedute integrate lungo la parete. L’intervento mostra un elemento architettonico dal disegno moderno inserito in ambiente funzionale, con attenzione al design, alla leggerezza visiva e alla permeabilità della struttura metallica.

Palazzo Nuovo: Restyling Interni

Il progetto “Restyling Palazzo Nuovo” nasce dall’esigenza di avviare un profondo processo di riqualificazione fisica, estetica e funzionale di una delle più importanti sedi dell’Università di Torino.

Palazzo Nuovo viene costruito tra il 1961 e il 1966 in seguito ad un concorso dell’Università di Torino per la nuova sede delle facoltà umanistiche. Il progetto, ad opera degli architetti Gino Levi-Montalcini, Felice Bardelli, Sergio Hutter e Domenico Morelli, è oggetto di contestazioni e critiche fin dalla sua realizzazione. Nel corso degli anni, al dibattito relativo alla qualità architettonica e urbana del progetto si sono sommate una serie di problematiche di carattere tecnico-costruttivo, che hanno portato il Palazzo ad essere più volte oggetto di adeguamenti funzionali e ristrutturazioni. Il 17 aprile 2015 Palazzo Nuovo è stato temporaneamente chiuso a causa dell’individuazione di materiali contenenti amianto per consentire un’importante operazione di bonifica.

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Torino, 2016 – 2018
Committente: Università degli Studi di Torino
Linee guida alla progettazione: Giovanni Durbiano
Fotografie: Margherita Brizzi

Fotografia di una scala elicoidale interna inserita all’interno di uno spazio distributivo a doppia altezza, caratterizzata da una struttura metallica cilindrica con parapetto continuo in lamiera forata verniciata di colore verde. La scala si sviluppa attorno a un pilastro centrale e collega i diversi livelli dell’edificio, configurandosi come elemento architettonico autonomo ma visivamente dominante nello spazio. Il rivestimento traforato avvolge completamente la rampa, generando una superficie curva continua che filtra la luce e consente una percezione parziale dell’interno, accentuando l’effetto di leggerezza nonostante la consistenza strutturale del volume. La geometria circolare contrasta con la linearità degli elementi circostanti, tra cui passerelle metalliche, parapetti e pannellature verticali, evidenziando il ruolo della scala come fulcro compositivo dello spazio. L’ambiente è definito da pareti rivestite con pannelli blu e da superfici metalliche forate, mentre una trave orizzontale attraversa il campo visivo sottolineando il livello intermedio e la sovrapposizione dei percorsi. La pavimentazione chiara e l’illuminazione uniforme contribuiscono a mettere in risalto il volume cilindrico, che assume una forte presenza plastica e cromatica. L’immagine documenta un elemento di collegamento verticale progettato come dispositivo architettonico espressivo, in cui struttura, colore e materia concorrono a definire l’identità dello spazio interno e a organizzare la relazione tra i diversi livelli dell’edificio.

Fotografia di un corridoio interno caratterizzato da uno sviluppo longitudinale molto accentuato, definito da una sequenza regolare di pareti vetrate e pannellature colorate che scandiscono ritmicamente lo spazio. Il punto di vista centrale enfatizza la prospettiva lineare, con una fuga visiva profonda che conduce lo sguardo verso il fondo del passaggio, evidenziando la ripetizione modulare degli elementi architettonici. Lungo entrambi i lati si susseguono ambienti separati da pareti trasparenti con telai metallici, intervallate da pannelli verticali di colore arancione che marcano le soglie e rafforzano la lettura seriale del percorso. Il pavimento in grandi lastre chiare e il controsoffitto continuo con corpi illuminanti lineari contribuiscono a definire uno spazio ordinato e fortemente controllato, in cui luce artificiale e geometria modulare determinano l’identità dell’ambiente. L’illuminazione a soffitto, disposta in fasce parallele al senso di percorrenza, accentua la direzionalità del corridoio e ne sottolinea la lunghezza, mentre le superfici vetrate riflettono la luce creando un effetto di profondità e continuità visiva tra gli spazi. L’immagine documenta un ambiente distributivo di carattere contemporaneo, progettato secondo criteri di modularità e ripetizione, in cui la composizione cromatica e la trasparenza delle partizioni contribuiscono a orientare il percorso e a definire una chiara gerarchia spaziale.

Schema planimetrico di progetto relativo alla riorganizzazione funzionale di un piano destinato ad attività didattiche e spazi collettivi, rappresentato mediante disegno tecnico con indicazione delle diverse configurazioni d’uso degli ambienti. La tavola mostra un impianto lineare con distribuzione centrale, in cui i locali si affacciano su un corridoio longitudinale e sono organizzati secondo differenti tipologie di aula e spazi comuni. Nella parte superiore sono indicate le principali destinazioni funzionali, tra cui aule per lezione frontale o lavoro a gruppi, una gradinata centrale utilizzata come spazio informale per incontri e presentazioni, e aree di attesa e relax collocate in prossimità del nucleo di distribuzione verticale. Le aule sono differenziate per configurazione interna, con possibilità di diverse compartimentazioni per adattarsi a modalità didattiche variabili. Nella parte inferiore il disegno evidenzia gli elementi di allestimento e arredo che definiscono la flessibilità dello spazio, tra cui sedute integrate, pareti mobili a tutta altezza, postazioni computer, e sistemi di pannelli o lavagne su ruote che consentono di modificare rapidamente la configurazione delle aule. È inoltre indicato il principio di permeabilità visiva e luminosa trasversale, ottenuto mediante partizioni leggere e aperture che permettono la continuità della luce naturale tra gli ambienti. L’elaborato documenta una fase di studio distributivo e funzionale, finalizzata a definire un sistema spaziale flessibile e riconfigurabile, capace di ospitare diverse modalità di apprendimento, favorire la relazione tra gli utenti e garantire continuità visiva tra corridoio, aule e spazi comuni.

Assonometria esplosa di progetto che illustra l’organizzazione funzionale di più livelli di un edificio destinato ad attività didattiche e collettive, rappresentati come piani sovrapposti per evidenziare la distribuzione degli spazi e i collegamenti verticali. Il disegno mostra una sequenza di impalcati lineari nei quali le aule si dispongono lungo un corridoio centrale, mentre alcuni ambiti specifici sono evidenziati con campiture arancioni per indicare le principali trasformazioni progettuali. I volumi colorati mettono in risalto i nuclei di distribuzione, le aree di relazione e gli spazi comuni che attraversano più livelli, definendo elementi di continuità verticale tra i piani. Accanto alla vista generale sono inseriti riquadri di approfondimento che mostrano, attraverso viste tridimensionali schematiche, le diverse tipologie di ambiente previste dal progetto. Tra queste sono indicati open space flessibili, aree di attesa e ristoro, aule per seminari condivise e riconfigurabili e spazi dinamici destinati alla sosta e alla socializzazione, come gradinate o zone informali. La rappresentazione mette in evidenza il principio di flessibilità distributiva, ottenuto mediante partizioni leggere, arredi mobili e spazi aperti capaci di adattarsi a differenti modalità d’uso. La sovrapposizione dei livelli consente di leggere contemporaneamente l’intero sistema spaziale, mostrando come le funzioni si ripetano e si trasformino lungo l’altezza dell’edificio mantenendo una struttura distributiva coerente. L’immagine documenta uno schema di progetto utilizzato per spiegare il funzionamento complessivo dell’intervento, chiarendo la relazione tra organizzazione planimetrica, spazi collettivi e strategie di flessibilità funzionale.